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Cosa può fare l’impianto di ventilazione contro il Coronavirus? Che vantaggi ci sono?

Riportiamo qui il testo di AiCARR (Associazione Italiana Condizionamento Aria, Riscaldamento e Refrigerazione) che spiega la relazione tra particelle aerodisperse e la ventilazione meccanica negli ambienti chiusi. In sintesi se non c’è impianto di ventilazione il rischio di contagio aumenta moltissimo negli ambienti chiusi poco aerati. Con impianto di ventilazione, la diluizione dell’aria comporta una drastica riduzione del rischio di contagio.

Citiamo il testo: “Considerato che l’aria esterna non è normalmente contaminata dal virus (perchè è diluito, ndr), AICARR consiglia di areare frequentemente gli ambienti non dotati di ventilazione meccanica; se negli ambienti sono presenti impianti di ventilazione che forniscono aria di rinnovo, AiCARR suggerisce di tenerli sempre accesi (24 ore su 24 e 7 giorni su 7) e di farli funzionare alla velocità nominale o massima consentita dall’impianto per rimuovere le particelle sospese nell’aria (l’aerosol) e contenere la deposizione sulle superfici.

La ventilazione meccanica e la filtrazione dell’aria possono avvenire tramite impianti dedicati (di sola ventilazione), o tramite impianti di climatizzazione (impianti misti ad aria primaria e impianti a tutt’aria); la diluizione con aria esterna e i filtri ad elevata efficienza riducono la presenza di particolato e di bio-aerosol contribuendo in tale maniera alla riduzione dei rischi di contagio.

link sito AiCARR

Interessante anche intervista video all’ing. Giorgio Buonanno

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