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Riprendo le indicazioni dell’Associazione “Treviso Clean & Green”  che aiutano i cittadini di Treviso a valutare “da soli” la qualità dell’aria esterna senza necessariamente dover guardare i dati Arpav.

Considerata la gravità delle concentrazioni di pm10 e 2,5 presenti nella città in cui viviamo (Treviso, ma non solo), ognuno dovrebbe conoscere il tema per sapere quando e come comportarsi (per esempio decidere di andare in palestra piuttosto che fare jogging all’aperto).

 Ecco quindi alcuni spunti che possono fungere da indizi per esprimere un giudizio tecnico sui livelli di polveri sottili:

1) Presenza di vento; domandiamoci se c’è o meno un filo d’arietta. Basta guardare le foglie o le frange di una tenda in terrazza. Se il vento è inferiore ai 2m/s, i flussi d’aria non sono in grado di rimescolare gli inquinanti nel PBL (planet boundary layer: cioè, molto semplicemente, il primo strato di atmosfera) e sputarli in troposfera. Un vento inferiore ai 2m/s non muove le foglie sugli alberi. Un ulteriore indizio sul punto può essere dato dal colore del cielo. Se il cielo è blu e terso e il sole splende come una stella, significa che c’è ventilazione. Questo accade di media una volta al mese, quando entra bora, vento che spira da NE, oppure nei rarissimi casi in cui entra tramontana, vento che tira da nord. Viceversa, se c’è foschia e umidità, il sole diventa più opaco, quasi i contorni si smussassero e divenissero un unico colore insieme al cielo; significa che non c’è ventilazione in grado di smuovere l’umidità. Lo stesso vale, ovviamente, in caso di nebbia. La nebbia altro non è che umidità che ristagna.

2) Temperature: mettiamo il naso fuori e guardiamo un termometro. Più fa freddo, più le concentrazioni di pm10 e 2,5 aumentano. Il motivo è duplice: A) si brucia tanta legna nelle stufe a pellet (ormai tutti sappiamo che oltre il 65% del pm10 della regione Veneto deriva da combustione di biomassa legnosa). B) La temperatura bassa è tendenzialmente associata ad un basso livello di irradiamento solare della superficie terrestre. Minore calore su superficie terrestre = minori flussi d’aria che salgono in aria per rimescolare gli inquinanti e portarli in troposfera, sopra il PBL. In sostanza, 9 su 10, gran freddo in pianura = gran staticità dell’aria. In tal senso, la presenza di un cielo coperto è altrettanto indice di inquinamento atmosferico perché: – non v’è vento che sposta le nubi – non v’è sole che filtra le nubi e che riscalda la superficie terrestre così agevolando la formazione di flussi d’aria di risalita – non essendoci sole che riscalda la superficie terrestre, fa più freddo e la gente butta su più legna per riscaldarsi. Ora che avete gli strumenti, provate ogni mattina ad esprimere il vostro giudizio personale sulla qualità dell’aria. Inoltre potreste scaricare le seguenti APP o consultare i siti che aiutano con i dati delle centraline e la geolocalizzazione:

AirGrisù (Politecnico Torino) https://www.a-grisu.com/ 

Moniqua (Università Pisa) http://moniqa.dii.unipi.it/

AirVisual (mondo) https://airvisual.com/

 

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