VMC significa Ventilazione Meccanica Controllata.

La ventilazione naturale (cioè quella che avviene aprendo le finestre) viene sostituita da un impianto che estrae l’aria esausta/viziata (calda e umida) e immette aria di rinnovo (fresca, filtrata e pre-riscaldata) negli ambienti. L’impianto è dotato di filtri per l’aria in ingresso che possono avere differenti livelli di filtraggio (da G4 a F8).

Inoltre solitamente gli impianti di VMC hanno un recuperatore di calore che permette di recuperare il calore dell’aria esausta e cederlo all’aria di rinnovo.

E’ un impianto di ventilazione meccanica controllata costituto da una unità centrale dotata di ventilatori di estrazione ed immissione, filtri e recuperatore di calore.

A tale unità sono collegati i canali di estrazione (che estraggono aria dai bagni e dalle cucine) e i canali di immissione (che immettono aria nei locali nobili come soggiorni e camere).

Di solito vi sono dei collettori intermedi (cd “plenum”) che hanno la funzione di suddividere l’aria nei vari canali.

L’unità principale tratta da 100-150 a 300-500 m³/h (metri cubi di aria all’ora) e anche quantità maggiori per edifici più grandi o per il settore terziario.

Si tratta di impianti di ventilazione meccanica controllata, di norma di dimensioni contenute, che nascono per trattare la singola stanza o ambienti di piccole dimensioni.

A seconda della tipologia, questi impianti hanno delle bocchette di estrazione (una o due) e delle bocchette di mandata sullo stesso corpo macchina.

I sistemi più evoluti hanno un recuperatore di calore, filtri in ingresso ed in estrazione, ventilatori e sistemi di controllo. In pratica sono delle mini unità VMC.

E’ importante valutare bene le caratteristiche tecniche di tali unità in quanto vanno collocate all’interno della stanza (anche camere da letto) pertanto devono essere silenziose, non permettere ingresso di rumori dall’esterno e avere un efficace grado di recupero del calore, altrimenti il comfort interno sarà compromesso.

Lo scambiatore di calore è un elemento che permette all’aria esausta di cedere il calore all’aria fresca di rinnovo senza mescolarsi ad essa.

Gli scambiatori più diffusi sono quelli in alluminio: si tratta di elementi composti da tante piccolissime lamelle di alluminio che creano dei piccoli canali attraverso i quali l’aria passa.

Nei canali vicini passa l’aria di rinnovo che riesce a pre-riscaldarsi con il calore ceduto dall’aria esausta.

Quindi maggiore è la superficie di scambio e maggiore sarà il grado di recupero del calore.

I migliori scambiatori sono a flusso incrociato e in controcorrente che possono raggiungere elevate efficienze energetiche con percentuali di recupero del calore superiori al 90%.

Inoltre non hanno bisogno di particolari manutenzioni se non il lavaggio con acqua e sapone. Esistono anche altre tipologie di scambiatore: entalpici, rotativi, termodinamici, ecc.

E’ uno scambiatore di calore realizzato con materiali porosi che permettono il passaggio di vapore.

Quindi questi recuperatori scambiano sia il calore che parte del vapore dell’aria espulsa all’aria di rinnovo.

Il vapore acqueo dell’aria espulsa viene assorbito dalla membrana porosa e viene ceduto all’aria di rinnovo senza trasmettere batteri od odori.

Tali scambiatori riescono quindi a recuperare anche il calore latente del vapore e hanno anche il vantaggio di recuperare parte dell’umidità quindi prevengono il rischio che l’aria sia troppo secca.

Vedi FAQ sugli aspetti critici della VMC.

Si tratta di uno scambiatore entalpico (vedi FAQ) che ruota su se stesso molto lentamente.

Si tratta di uno scambiatore composto di materiale ceramico che trattiene il calore.

Questi scambiatori vengono montati solitamente sui sistemi di ventilazione a flusso alternato o “push-pull”.

Si tratta di uno scambiatore che usa l’alluminio come metallo di scambio termico per le sue note proprietà di conduzione del calore (pensiamo alle pentole di casa o ai radiatori di raffreddamento della auto).

Inoltre è di facile manutenzione e pulizia.

Qui di seguito si elencano gli aspetti critici:

La VMC richiede molti canali e quindi l’installazione può essere difficoltosa (soprattutto nelle ristrutturazioni).

Inoltre vi sono problemi di manutenzione: Pochi sono a conoscenza del fatto che i canali di mandata vanno puliti almeno ogni cinque anni.

La pulizia meccanica non è sempre fattibile (specie con tratte lunghe e con molte curve) e si deve ricorrere alla pulizia con aerosol.

I costi possono essere anche elevati (da 300-400 euro a salire).

Inoltre le tubazioni lunghe soffrono di perdite di carico per cui si è costretti a montare unità ventilanti più potenti (cioè con portate maggiori e quindi maggiori consumi e rumori).

L’unità VMC occupa spazio (in particolare per unità con elevate portate) e non tutti gli utenti sono disposti a sacrificare una parte di un locale per ospitare l’unità.
Inoltre serve spazio per i collettori/plenum e per i canali.

La qualità dell’aria dipende molto dalla diligenza dell’utente.

La grande maggioranza degli impianti sono controllati dall’utente che regola le portate dell’unità.

Quindi se l’utente è attento e diligente, l’unità ventilerà in modo appropriato.

Se invece l’utente non regola con assiduità le portate, la VMC ventilerà o troppo (rischio aria secca e spreco di calore) o troppo poco (ristagno aria viziata e umida).

Nel periodo estivo e con clima afoso l’unità aumenta l’umidità interna e andrebbe spenta (se non ci sono utenti in casa).

Se ciò non avviene, la casa si carica di calore e umidità.

La VMC decentralizzata deve essere di elevata qualità in quanto va posizionata all’interno della stanza in cui si vive per cui l’aspetto critico principale riguarda l’acustica.
Attenzione quindi alla rumorosità dell’apparecchio e alla sua capacità di abbattere i rumori che possono provenire dall’esterno.
Per l’installazione, infatti, si devono praticare dei fori sulla parete esterna per cui il rumore trova una strada di ingresso molto “diretta”.

Rumorosità e abbattimento acustico
Fori a parete

Sono necessari da uno a due fori per ogni unità. Tali fori sono poi visibili in facciata (salvo che non si utilizzino soluzioni diverse di remotizzazione dell’aria). Nei condomini ciò può rappresentare un problema.

Quantità di apparecchi

Per poter soddisfare i criteri di comfort è necessario un apparecchio per stanza

Regolazione

Essendoci diverse unità, il problema è quello della regolazione delle unità durante la giornata (aumento e diminuzione delle portate) salvo che non sia presente un sistema automatico di controllo e funzionamento

la VMC è in grado di smaltire l’umidità interna in modo efficiente ed economico.

L’aria esterna è infatti sempre più secca di quella interna (tranne d’estate, quando la temperatura dell’aria è più alta all’esterno).

Quindi è sufficiente espellere l’aria umida e viziata immettendo aria fresca e più secca.

Il sistema richiede pochissima energia elettrica poiché si tratta solo di muovere aria tramite piccoli ventilatori (consumi in media da 4 a 12 Watt).

Rispetto ad un deumidificatore elettrico il consumo della VMC è fino a 100 volte più basso.

Il deumidificatore elettrico, infatti, ha al suo interno un compressore ed un condensatore (=batteria fredda come quella di un frigorifero) dove l’aria umida deposita il suo contenuto d’acqua tramite la condensazione.

Pertanto richiede molta energia per funzionare. Il consumo medio dei deumidificatori elettrici si attesta intorno ai 400-550 W. Altra differenza sta nel fatto che la VMC immette aria pulita smaltendo anche gli inquinanti interni, mentre il deumidificatore secca la stessa aria ma non la ricambia.

La VMC deve semplicemente estrarre aria viziata e immettere aria esterna e per farlo ha bisogno solo di piccoli ventilatori dal consumo elettrico irrisorio (consumi in media da 4 a 12 Watt).

Rispetto ad un deumidificatore elettrico il consumo è fino a 100 volte più basso.

Il deumidificatore elettrico ha infatti al suo interno un condensatore (batteria fredda come quella di un frigorifero) dove l’aria umida deposita il suo contenuto d’acqua tramite la condensazione.

Il consumo medio dei deumidificatori elettrici si attesta intorno ai 350-550 W.

Il deumidificatore raccoglie l’acqua nella vaschetta che deve essere sempre svuotata.

La VMC invece scarica la condensa all’esterno o tramite un apposito tubetto (a seconda del tipo di installazione).

Inoltre la VMC immette aria pulita smaltendo anche gli inquinanti interni, mentre il deumidificatore secca la stessa aria ma non la ricambia!

Perché è dotata di un recuperatore entalpico che recupera parte dell’umidità.

La restante parte resta aero dispersa nel flusso d’aria in uscita e si disperde all’esterno.

Gli ingegneri tedeschi hanno ragionato partendo dal presupposto che l’aria interna sia già umida.

Quindi non vi è necessità di recuperare l’umidità per evitare l’eccessiva secchezza dell’aria.

Piuttosto è fondamentale che la VMC sia in grado di smaltire la quantità sufficiente di umidità lasciando all’interno dell’abitazione la giusta quantità.

Grazie agli 8 sensori di controllo l’unità freeAir100 è in grado di garantire sempre la migliore qualità dell’aria poiché ventila al bisogno. Quindi mai aria troppo secca o troppo umida.

Solo il massimo del comfort!

E’ consigliabile mantenere l’impianto sempre in funzione.

Soprattutto la freeAir100 di bluMartin poiché grazie agli 8 sensori di serie è in grado di gestire in modo automatico il funzionamento; è in grado anche di mettersi in stand-by qualora i livelli di qualità dell’aria siano già ottimali o, ad esempio, qualora il funzionamento possa incrementare l’umidità interna (d’estate con il caldo afoso).

La freeAir100 di bluMartin è l’unica unità sul mercato in grado di capire che si è scatenato un incendio (grazie al sensore interno di temperatura e CO2) e quindi si spegne e chiude tutti i flap in modo da non immettere aria. Inoltre inizia ad emettere un forte “bip” che potrebbe allarmare e/o svegliare gli occupanti.

Le unità che proponiamo hanno i migliori scambiatori di calore e sono testate per i climi più freddi.

Le unità sono dotate di sensori in grado di verificare il rischio gelo sullo scambiatore di calore.

La freeAir100 apre il flap di bypass e recupera il calo di temperatura facendo fluire aria di estrazione nello scambiatore per pochi minuti.

La Thesan Aircare ha anch’essa un auto-protezione che sfrutta il calore dell’aria estratta.

Non sono quindi necessarie serpentine elettriche. Invece i bypass di entrambe le unità sono molto utili nel periodo estivo per il cd “free-cooling”.

Si tratta della possibilità che la VMC possa contribuire a raffrescare gratuitamente l’interno dell’immobile durante i mesi estivi.

Ciò è possibile solo quando la temperatura esterna è più bassa di quella interna.

Ciò accade dopo un temporale o durante la notte (con forte escursione termica).

In questo caso la freeAir100 in modo automatico attiva il bypass e procede ad estrarre l’aria calda immettendo direttamente l’aria fresca (senza effettuare lo scambio termico che sarebbe privo di senso).

Vi è anche la funzione Turbo-Cool che può essere attivata dall’utente.

La Thesan Aircare ha pure il sistema di free-cooling ma deve essere attivato dall’utente.

In entrambi i casi ci sono notevoli vantaggi in quanto non vi è la necessità di aprire le finestre col rischio che entrino insetti (la zanzare!), rumori oppure malintenzionati….

I ventilatori sono molto efficienti ed il consumo varia in base alla portata d’aria. Da 1 a 40 W (al massimo della portata). Vedi le specifiche schede tecniche.

Si ricorda tuttavia che il consumo elettrico va confrontato al recupero termico dello scambiatore.

Il bilancio è sempre positivo, cioè i Watt termici recuperati superano sempre i Watt elettrici consumati. Inoltre va ricordato che riscaldare l’aria asciutta costa molto meno che riscaldare l’aria umida!

Se si tratta di un sistema bilanciato (estrae tanta aria quanta ne immette) allora sì (es Thesan Aircare).

E’ altamente sconsigliato mettere un sistema push-pull in bagno poiché nella fase di immissione gli odori possono uscire dal bagno e spostarsi nelle altre stanze!

Con la freeAi100 e possibile portare una estrazione nel bagno in modo da estrarre gli odori ma soprattutto smaltire l’umidità e recuperare il calore (di solito il bagno è uno dei locali più caldi e umidi della casa).

Non ha invece molto senso montare direttamente la freeAir100 in quanto sarebbe sovradimensionata a meno che non si tratti di un bagno di ampie dimensioni con mini SPA (bagno turco, sauna, ecc.).

Per la freeAir100 il muro deve essere minimo 32 cm. Il kit standard è per muri da 40 a 53 cm. Per sezioni inferiori cambierà l’elemento di copertura/guscio esterno. Per spessori superiori è necessario montare l’estensione telescopica (+16 cm cadauna).

Per la Thesan Aircare non ci sono limiti particolari in quanto sono sufficienti due carotaggi da 100mm di diametro con due tubi in pvc da 80 mm.

Certamente sì! Il ricambio dell’aria è un toccasana anche per le seconde case che non possono essere ventilate in caso di assenza del proprietario.

Ciò è molto importante soprattutto nei cambi di stagione per evitare ristagni di umidità con contestuale cambio delle temperature dell’aria.

Eviterete muffe e cattivi odori! Inoltre non dovrete più aver bisogno del custode!

Non occorre neanche lasciare finestre in ribalta o tapparelle semi-aperte con conseguente ingresso di polvere, insetti e malintenzionati.

L’unità si arrangerà a ventilare in modo ottimale.

La bluMartin freeAir100 sarà dotata (da luglio 2017) di modulo Wi-fi che, con opportuno servizio internet o gsm, sarà in grado di avvisare l’utente in caso di valori anomali (es- temperature troppo alte, black out, ecc.).

La storia del muro che “respira” va spiegata una volta per tutte: innanzi tutto “respirare” significa eliminare aria satura con aria di rinnovo. Il muro non ha mai respirato e mai sarà in grado di farlo!

Piuttosto chi proclama la teoria che i muri respirino, in realtà parla di traspirabilità delle murature, cioè la capacità del muro di far passare del vapore acqueo al suo interno.

Ma dobbiamo sapere che anche la muratura più traspirante (esempio muro in paglia con intonaci di argilla) è in grado di smaltire solo il 5% del vapore interno alla casa! Quindi una percentuale del tutto trascurabile!

Ecco perché non ha senso dire che “il cappotto soffoca la casa” o ancora “col cappotto il muro non respira più”.

Lo smaltimento del vapore acqueo avviene tramite l’apertura delle finestre o per mezzo della VMC.

Anzi, proprio per evitare che la pressione di vapore interna possa creare dei danni alle strutture edilizie (specie in case in legno o paglia) è raccomandabile installare un impianto VMC.

L’impianto riduce la pressione di vapore verso l’esterno e mitiga eventuali danni dovuti a scarsa tenuta all’aria dell’involucro.

Questo è uno dei tanti luoghi comuni sulla VMC.

Certo che si possono aprire le finestre! La differenza è che con la VMC non vi è più la necessità di aprirle.

L’aria sarà sempre fresca e ossigenata e quindi non si sentirà più il bisogno di aprirle!

Certo che se in primavera vorrò sentire il canto degli uccellini potrò aprire le finestre.

Non è vietato! Ma ricordiamoci che per il ricambio d’aria minimo (detto anche ricambio “sanitario”) dovrei aprire le finestre circa 10 minuti ogni due ore, anche di notte!

I filtri vanno di norma sostituiti una volta all’anno.

Salvo condizioni di smog e polvere esterni superiori alla norma (per esempio abitazioni vicine a strade trafficate o cantieri).

Il costo dei filtri va dai 30 ai 48 euro quindi incide da 8 a 13 centesimi di euro al giorno.

L’organismo umano ha bisogno di aria. La prima cosa che fa il neonato quando gli viene reciso il cordone ombelicale è respirare.

L’ultima cosa che fa prima di morire è “l’ultimo respiro”.

Ogni giorno immettiamo nel nostro corpo da 8 a 11 mila litri di aria! Purtroppo la qualità della stessa è in forte calo sia all’esterno (inquinamento outdoor) sia all’interno (inquinamento indoor).

La VMC con validi filtri è in grado di garantire almeno quando siamo in casa aria pulita e fresca.

E stiamo in casa almeno 10-12 ore al giorno. Per maggiore comprensione, in media ogni giorno ingeriamo circa 1 kg di cibo, 2 kg di liquidi e oltre 15 kg di aria!

La VMC è in grado di deumidificare l’aria anche se fuori piove o c’è nebbia, a patto che la temperatura esterna sia inferiore a quella interna. Per capire meglio il concetto dobbiamo ricordarci che l’umidità relativa (quella comunemente indicata in %) è strettamente legata alla temperatura dell’aria. Ripassa il diagramma di Mollier

Esempio:

Esterno con pioggia/forte umidità: 90% di umidità a 5° C sono pari a 6,1 gr/mc (grammi di acqua su metro cubo di aria)

Interno abitazione: 70% umidità a 20°C significa che nell’aria ci sono 12,1 grammi di acqua su mc di aria.

Quindi l’aria esterna, pur sembrando più umida, in realtà e più secca. La differenza è di ben 6 grammi al mc!

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